
Oltre la parola:
la clinica del polimaterico e la forma dell’inesprimibile.
Il linguaggio verbale è uno strumento straordinario, ma possiede un limite strutturale: non sempre basta. Esistono vissuti, nodi storici e memorie somatiche così densi da sfuggire alle maglie della parola.
Quando il mezzo verbale satura, manca la traduzione immediata per spiegare ciò che sentiamo agli altri e, prima ancora, a noi stessi. Cronicizzare la ricerca di una spiegazione puramente logica, in questi casi, diventa un atto di rimozione del corpo.
Per ritrovare l’allineamento, è necessario cambiare canale espressivo: attraversare la materia e trasformare il mezzo del trattamento.

L’incontro tra corpo, materia e simbolo: mappare l’identità dove il codice verbale si ferma.
La via del polimaterico e della mediazione teatrale non è un esercizio d’arte astratta, né una fuga nell’illusione. È un dispositivo clinico e terapeutico concreto. Mescolando consistenze, forme, elementi tridimensionali e media differenti, l’azione polimaterica offre un perimetro plastico a tutte quelle parti del Sé che non riescono ancora a tradursi in sintassi.
È un’archeologia culturale del profondo: attraverso l’interazione diretta tra la risposta somatica, la manipolazione della materia e la proiezione del simbolo (miti, immagini, archetipi), diamo un contorno visibile alle fratture interne.
Non si cerca la performance estetica, ma la verità del dato psicologico. Tracciamo vie alternative e rigorose per guardare dentro l’ombra, strutturare i confini personali e ricontattare la reale sovranità identitaria.
Quando la parola si scontra con il proprio limite, la cura inizia incarnando la forma.

Ramona
Psicoterapeuta Clinica e Teatroterapeuta
Psicoterapeuta clinica ad indirizzo psicanalitico psicodinamico specializzata nelle Artiterapie. Teatroterapeuta esperta in conduzione di gruppi e utilizzo di tecniche creativo-espressive. Si dedica con passione ad accompagnare le persone nei loro viaggi interiori, qualunque ne sia la meta. Offre diverse tipologie di percorsi terapeutici e strumenti gratuiti per affacciarsi al mondo del lavoro su di Sé. Appassionata di olismo e spiritualità, integra nel suo lavoro quella nota simbolica e archetipica che rende ogni percorso un vero e proprio viaggio tra luci ed ombre.
Che cos’è Echi del Sé
Echi del Sé è lo studio clinico e la casa digitale della Dott.ssa Ramona Ciulo: psicologa, psicoterapeuta e teatroterapeuta iscritta all’Ordine degli Psicologi della Liguria. Qui la psicoterapia ad indirizzo psicanalitico psicodinamico incontra le Artiterapie: la teatroterapia, il lavoro con il mito e con gli archetipi, la via del polimaterico.
Il nome dice il metodo. Un eco non è un ricordo: il ricordo lo racconti, l’eco ti agisce. Prende la forma di una reazione sproporzionata, di una frase che continua a lavorare a distanza di anni, di un gesto che si ripete identico. Il lavoro clinico di Echi del Sé consiste nel dare a questi echi una forma visibile, per poterli finalmente guardare, decodificare e integrare.
La teatroterapia: la scena dove le parole si fermano
La teatroterapia è una disciplina delle Artiterapie che porta il linguaggio del teatro — il gesto, il ruolo, lo spazio, la voce — dentro una cornice clinica rigorosa. Non serve alcuna esperienza di palcoscenico: la scena non è una performance, è un dispositivo. Mettere in scena un vissuto significa dargli un corpo, una distanza e una direzione: ciò che dentro era confuso diventa qualcosa che si può guardare, attraversare e modificare.
Non serve nulla di speciale nemmeno per la materia: carta di giornale, spago, farina, sale, un foglio di alluminio. La materia povera è la più onesta. Sotto le dita prende la forma che il pensiero non trovava e restituisce, a chi la lavora, l’eco di una verità interna che non aveva ancora una sintassi.
Il Metodo E.C.O.: Esplorare, Creare, Orientare
Ogni percorso di Echi del Sé segue tre movimenti. Esplorare: mappare il territorio del disagio, le corazze somatiche, i copioni arcaici, trattando il sintomo non come un errore da cancellare ma come un reperto da decodificare. Creare: dare all’inesprimibile un corpo visibile e manipolabile attraverso la materia. Orientare: tracciare i confini, definire lo spazio personale, riposizionarsi nel proprio mondo con una postura autentica. Il metodo è raccontato per intero nella pagina dei percorsi terapeutici.
I percorsi: online, in presenza a Genova, nei retreat
I percorsi online, individuali o di gruppo, portano il polimaterico dentro casa tua: la distanza digitale si annulla nel momento in cui le mani agiscono, manipolano e creano. I percorsi in presenza, esperienze guidate di gruppo, si svolgono a Genova: il corpo, lo spazio condiviso e la scena diventano gli strumenti del trattamento. I retreat tematici sono residenziali di tre giorni immersi nella natura, in Liguria e non solo, dedicati ogni volta a un tema specifico.
Il primo colloquio conoscitivo è gratuito: uno spazio per incontrarsi e capire quale forma somiglia al tuo momento. Puoi prenotarlo dalla pagina dei contatti.
Le stanze sempre aperte: le risorse gratuite
La casa di Echi del Sé ha stanze che restano aperte anche per chi guarda dalla soglia. Il podcast Le Porte del Sé apre una porta al mese e ogni giovedì arriva un Eco, una lettera mai spedita. La newsletter Scintille del Sé accende ogni lunedì una domanda breve, il tempo di un caffè. I Diari del Sé, su Substack, sono il tempo lungo, con Le Tracce ogni mercoledì. Le trovi tutte nella pagina delle risorse.
Se qualcosa, leggendo, ha fatto eco, non serve capirlo subito. Le porte non si sfondano, si attraversano: quando vuoi, questa è aperta.