Ci sono lettere che non partono mai. Restano in un cassetto, in gola, in fondo a una borsa. Hanno destinatari strani: la fretta, un no rimasto indietro, una sedia piena di vestiti.
Gli Echi sono queste lettere: pochi minuti di voce, i primi tre giovedì del mese, per le cose che tuttə portiamo dentro.
«Questa è una lettera che non ho mai spedito. Forse, in qualche modo, è anche tua.»
In ascolto
Qui le lettere, dalla più recente
- Gli Echi · Cara tazza sbeccataOgni casa ha una tazza così: la meno bella, la più usata. Questa lettera è per lei e per i segni che dicono che una cosa è stata vissuta.
- Gli Echi · Caro mi manchi che non ho dettoSembra una parola piccola finché resta dentro. Questa lettera prova a lasciarla uscire, perché le persone non sanno di mancarci se nessunə glielo dice.
- Gli Echi · Cara domenica seraHa una cattiva fama: l’ansia del lunedì, la malinconia, le cose finite troppo in fretta. Questa lettera la guarda in un altro modo, come il momento in cui tutto rallenta davvero.
- Gli Echi · Cara agenda nuovaPagine bianche, angoli intatti, l’odore delle cose non ancora successe. Questa lettera chiede all’agenda nuova una cosa diversa dal solito: qualche riga vuota per respirare.
- Gli Echi · Caro aiuto che non ho chiestoC’è una frase piccola che resta sempre in gola: mi dai una mano? Questa lettera è per l’aiuto che non abbiamo chiesto e per chi dice sempre «faccio io».
- Gli Echi · Caro settembreArriva sempre con l’aria del primo giorno di scuola, le agende piene di buone intenzioni, la fretta di ricominciare tutto insieme. Questa lettera gli dice una cosa nuova: quest’anno il passo lo decido io.
- Gli Echi · Cara sedia dei vestitiIn quasi tutte le case c’è una sedia che nessuno ha mai assunto per quel lavoro: reggere le giornate che non abbiamo fatto in tempo a chiudere. Questa lettera è per lei e per chi vive più veloce di quanto riesce a riordinare.
- Gli Echi · Caro no che non ho dettoC’è un no rimasto in gola, travestito da sì gentile. Questa lettera gli dà finalmente la parola e gli promette che la prossima volta uscirà. Magari piano. Magari con la voce che trema.
- Gli Echi · Cara frettaC’è un’ospite che arriva ogni mattina prima della sveglia e decide il passo delle nostre giornate. Questa lettera le dice, con gentilezza, che ad agosto resta fuori dalla porta.
Le lettere nuove arrivano i primi tre giovedì del mese; l’ultimo giovedì, invece, si apre una Porta. Apri piano: le porte non si sfondano, si attraversano.