Gli Echi

Gli Echi · Cara sedia dei vestiti

Lettera n. 3 de Gli Echi, le lettere mai spedite di Echi del Sé.

Questa è una lettera che non ho mai spedito. Forse, in qualche modo, è anche tua.

Cara sedia dei vestiti,

nessuno ti ha mai chiesto se volevi fare questo lavoro. Dovevi essere una sedia. Sei diventata il posto dove appoggio le giornate che non ho fatto in tempo a chiudere.

Il maglione di martedì, quando è arrivata quella notizia. La camicia del giorno in cui ho corso dalla mattina alla sera. Ogni sera aggiungo qualcosa. Ogni mattina prometto che sabato ti libero. Sabato arriva e ti guardo da lontano, come si guardano le cose che ci somigliano troppo.

Volevo dirti una cosa: non sei disordine. Sei la prova che vivo più veloce di quanto riesco a riordinare. Non è una colpa. È una notizia.

Oggi tolgo una cosa sola. Una. Il resto può aspettare. Ma volevo che sapessi che ti ho vista.

Se questa lettera ti somiglia, adesso è tua. Io sono Ramona e questi sono Gli Echi, le lettere mai spedite di Echi del Sé.

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