Arriva sempre con l’aria del primo giorno di scuola, le agende piene di buone intenzioni, la fretta di ricominciare tutto insieme. Questa lettera gli dice una cosa nuova: quest’anno il passo lo decido io.
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In quasi tutte le case c’è una sedia che nessuno ha mai assunto per quel lavoro: reggere le giornate che non abbiamo fatto in tempo a chiudere. Questa lettera è per lei e per chi vive più veloce di quanto riesce a riordinare.
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C’è un no rimasto in gola, travestito da sì gentile. Questa lettera gli dà finalmente la parola e gli promette che la prossima volta uscirà. Magari piano. Magari con la voce che trema.
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C’è un’ospite che arriva ogni mattina prima della sveglia e decide il passo delle nostre giornate. Questa lettera le dice, con gentilezza, che ad agosto resta fuori dalla porta.