Lettera n. 5 de Gli Echi, le lettere mai spedite di Echi del Sé.
Questa è una lettera che non ho mai spedito. Forse, in qualche modo, è anche tua.
Caro aiuto che non ho chiesto,
ti ho visto tante volte. Eri lì, a portata di voce. Bastava una frase piccola: mi dai una mano? Invece ho detto faccio io, come sempre.
Faccio io è una casa che conosco. Dentro c’è ordine, controllo, la certezza di non disturbare nessuno. C’è anche una stanchezza che non racconto.
Chiedere non è cadere. È allungare una mano mentre si è ancora in piedi.
La prossima volta provo a dirla, quella frase piccola. Magari a bassa voce. Le porte si aprono anche così.
Se questa lettera ti somiglia, adesso è tua. Io sono Ramona e questi sono Gli Echi, le lettere mai spedite di Echi del Sé.